Piadina romagnola

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Noi romagnoli siamo orgogliosi, oltre che matti, di questa semplicissima eppure gustosa focaccia nota in tutto il mondo. Forse perché la si può gustare in mille modi diversi, forse perché adattabile a qualunque contesto gastronomico: dai pranzi importanti,
per accompagnare gli antipasti, alla rapida pausa pranzo da lavoro.
Compagna fedele di formaggi, salumi e verdure, la piadina insomma è un’ottima sostituta del pane.
E se poi siete particolarmente golosi, non sarà difficile trovare la versione dolce.

piada piadina

Ingredienti
•500 gr. di farina•
•70 gr. di strutto•
•200 ml. di acqua (o latte)•
•5 gr. di sale•
•2 gr. di bicarbonato di sodio•

Preparazione
Versate la farina in un contenitore capiente. Al centro, creando un foro, inserite lo strutto e aggiungete il sale e il bicarbonato. Iniziate a impastare versando, poco alla volta, l’acqua a temperatura ambiente. Quando avrete amalgamato tutti gli ingredienti, trasferite l’impasto su un piano da cucina e continuate a lavorarlo, ancora più energicamente, per altri 10 minuti almeno.
Infarinatelo leggermente, copritelo con un telo pulito e lasciate a riposo per circa mezz’ora.
Trascorsi i 30 minuti, riprendete l’impasto, manipolatelo ancora un po’ e suddividetelo in quattro panetti uguali di peso.
Spianate con un mattarello ciascun panetto in modo da formare un disco di circa 23 centimetri di diametro e 2 millimetri di spessore.
Mettete ora sul fuoco una piastra in ghisa e, quando sarà ben calda, adagiate una piadina per volta, lasciandola cuocere 2 o 3 minuti per lato.
Con una forchetta, pizzicate in più punti la superficie, così da facilitare la cottura interna.
Calde o fredde, servite le vostre piadine romagnole con salumi e formaggi.
Accorgimenti
In alternativa allo strutto, potete impiegare 5 cucchiai di olio extravergine. Per quanto riguarda invece il liquido per l’impasto, usando il latte otterrete una piadina leggermente più soffice. Infine, in alternativa al bicarbonato, nulla vieta di utilizzare un po’ d’acqua frizzante.
Durante la cottura, se sulla superficie si formano delle piccole bolle, non preoccupatevi, siete ben che autorizzati a schiacciarle con una forchetta.
Idee e varianti
Oltre ai classici accostamenti di piadina e salumi o piadina e formaggi, provate anche la variante alla salsiccia, leggermente bagnata con salsa di pomodoro.
Per i vegetariani, piadine e verdure gratinate a piacere.
Per i più golosi, imperdibile la classica piadina alla nutella, ma da provare anche la versione al miele e frutta secca tritata.
In ogni caso altre idee e varianti, fidatevi, vi assaliranno prima che le vostre piadine siano pronte.

b2_buon_appetito

MOTO GP 2016

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***Sale la febbre MotoGP a Misano: due nuove tribune per ospitare gli appassionati!
Il Gp di San Marino e della Riviera di Rimini dà a tutti gli appassionati appuntamento dal 9 all’11 settembre 2016 per una tre giorni di adrenalina, sorpassi al limite e grande divertimento nella Terra dei Motori.

Per tutti gli appassionati il divertimento è assicurato…

motogp

Rimini Wellness 2016

riminiwellness2016

Rimini Wellness è la più grande manifestazione italiana dedicata a benessere, sport e salute.
Nell’area espositiva dei padiglioni Rimini Fiera verranno ospitati numerosi settore merceologici: fitness,
abbigliamento e attrezzatura sportiva, estetica, discipline olistiche, nutrizione, moda, cultura, turismo, design
Il pubblico presente a Rimini Wellness è quello degli appassionati del settore, dei curiosi e degli operatori:
proprietari e gestori di palestre, istruttori, centri medico-sportivi, centri benessere ed estetici, spa,
stabilimenti balneari, strutture ricettive e alberghi, chi frequenta palestre e centri sportivi, amanti del fitness,
dell’estetica e della corretta nutrizione.
Durante Rimini Wellness sarà possibile scoprire e praticare diversi corsi: acquagym, pilates, fitbox, rowing,
walking, running, danza, fitness, danza di coppia, spinning, arti marziali, body building, discipline olistiche,
striding (la simulazione della camminata in montagna).
Per maggiori informazioni su tariffe e disponbilità info@villarosamisano.ito contattaci al : 0541-613601.riminiwellness2016

Detti romagnoli

La pida sé parsot la pis un Po m’ a tot.
La piadina col prosciutto piace un pò a tutti.

Setémbar e utòbar cun dal bél giurnèdi, temp ad fè dal scampagnèdi.
Settembre e ottobre con belle giornate, tempo per fare scampagnate.

L’aqua la fa mêl, e’ ven e’ fa cantê.
L’acqua fa male, il vino fa cantare.

L’ha più corni quel chi lè, ca ne un baratal d lumeghie.
Ha più corna quello di un barattolo di lumache.

I sold l’è come i dulur, ch j à i si tén.
I soldi sono come i dolori, chi li ha se li tiene.

La neva marzulena la fa la sera e va via la matena.
La neve marzolina viene alla sera e va via alla mattina.

L’è mei un mort ad chesa che un marchigien sla porta.
È meglio avere un morto in casa che un marchigiano sulla porta.

I bajoc i’ fa andè l’acqua d’in sô.
I soldi fanno persino andare l’acqua verso l’alto

T’vò che un nespul e faza i figh?
(Quando si ha una scarsa considerazione verso una persona)

E sol e suga l’aqua la bagna, Dio i fa e po j acumpagna.
Dio li fa poi li accompagna.

L’ov binidet,l’è bon enca dop la Pasqua
L’uovo benedetto è buono anche dopo Pasqua

Quest e dura da Nadel a Sent Stefan
(si usa quando si vuole dire che una cosa ha poco valore)

Oz un si bat ciod.
Oggi non si incassa nulla.

T’vu insegn un gat a rapè so ?!
(si usa quando si vuole fare capire una cosa che si da per scontato di saper fare)

T’am per e fiol de pori sugamen.
Detto a chi è malmesso.

Ch’is loda us imbroda.
Chi si loda s’imbroda.

T’è una testa come al do ad coppi
Non vali niente

Ci fort coma l’asedar
Sei forte come l’aceto

Ci e mej dla cuveda di baghen malè
Sei il meglio del peggio

Us fa prema a metjal in te cul che in tla testa!
(Detto a chi è duro di comprendonio)

T’è una testa com una mazola
Hai la testa grossa

La pasquela, un pas ad videla
Per l’epifania siamo un pò fuori dall’inverno

Sent Antoni un’ora bona
Il 17 gennaio abbiamo un’ora in piu’ di luce

S’ un sbaglies neca i sapiènt, un ‘i sarèb piò post par ij ignurènt.
Se non sbagliassero anche i sapienti non ci sarebbe più posto per gli ignoranti.

Un basta avèr rasòn, bsogna ch’i t’la dèga.
Non basta avere ragione: bisogna che te la riconoscano.

Al don in prinzìpi a gli è tot mel, e dop a gli è tot fel.
Le donne all’inizio sono tutto miele e dopo sono tutto fiele.

L’a piò côran lò che un zezt d’lumêgh.
Ha più corna lui di un cesto di lumache.

S’am met a f ê e’ caplêr la zenta la ness senza la testa.
Se mi metto a fare il cappellaio la gente nasce senza testa.

La brasùla ‘d chietar la pê sèmpar piò grânda.
La braciola degli altri sembra sempre più grande.

U j è chi ch’ mâgna par campê e chi ch’mâgna par s-ciupê.
C’è chi mangia per vivere e chi mangia per scoppiare.

A pânza pina u’ s rasòna mej.
A pancia piena si ragiona meglio.

Tri cvel ji è bel da znèn: e’ sumàr, e’ pôrc e e’ cuntadèn.
Tre cose sono belle quando sono piccine: l’asino, il maiale e il contadino.

Bon temp, salut e quatrèn i n’ stofa mai.
Buon tempo, salute e quattrini, non stancano mai.

Le ricette dell’Hotel Villa Rosa

I passatelli in brodo secondo la ricetta romagnola

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“Co’ ‘sta pioggia e co’ ‘sto vento, chi è che bussa al mio convento? C’è una povera vecchierella che si vuole confessar!”. Non sono impazzita, tranquilli, è che fa proprio freddo e la voglia di uscire di casa è sempre più latitante, persa nei meandri della copertina di pile che staziona sul divano e del bollitore che scalda acqua calda in continuazione. Quindi l’unica consolazione contro il freddo è una minestrina che non necessariamente è modello ospedale: i passatelli in brodo.

Ho conosciuto i passatelli qualche anno fa e mi sono ricordata di loro ultimamente perchè non contengono farina e quindi sono adatti per chi soffre di celiachia o intolleranza al glutine se si utilizza pangrattato gluten free; in più sono semplici da preparare, essenziali e non richiedono sforzo nè impegno, che latitano insieme alla voglia di mettere il naso fuori! 😀

Sembrano dei vermetti quando li si guarda 😀 ma all’assaggio sono molto molto simili agli gnocchi per quel che riguarda la consistenza.

Cosa serve per 2 porzioni (abbondanti)
100 grammi di parmigiano grattato
150 grammi di pangrattato gluten free
2 uova
noce moscata
Buccia grattata di 1/2 limone
Brodo di carne secondo queste indicazioni
sale
pepe

Come si fa
1. Mescolare parmigiano, pangrattato, uova, noce moscata (in quantità a piacere calcolando che il sapore potrebbe essere forte) e buccia del limone quindi aggiungere anche poco brodo, il sale e il pepe. Amalgamare il tutto con le mani (o con un’impastatrice anche se non è necessario!) fino a quando il composto non risulta omogeneo e non lento.
2. Lasciar riposare l’impasto per 10 minuti e nel frattempo portare il brodo ad ebollizione.
3. Trascorso questo tempo prendere l’impasto e versarlo in uno schiacciapatate a buchi larghi (o nell’apposito attrezzino per i passatelli) quindi schiacciare e lasciar cadere i passatelli su un vassoio.
4. Calare i passatelli nel brodo usando una palettina da cucina quindi cuocerli fino a quando non salgono in superficie, impiattare e aggiungere parmigiano su ogni piatto.

Tempo di preparazione
: 30 minuti

Risultato: essenziali, veloci, saporiti sono i tre aggettivi che descrivono meglio questo piatto che secondo me rappresenta un tipo di cucina povero e genuino verso il quale dovremmo convergere nuovamente un po’ tutti.

Variante: il brodo di carne può essere sostituito con il brodo vegetale (anche di dado, senza alcun problema!).

Consiglio: per convenzione si calcola 1 uovo per commensale e se l’impasto viene troppo liquido si utilizza pochissima farina per legarlo. L’ideale sarebbe non utilizzarlo ma molto dipende anche dalla grandezza delle uova e dunque da quanto liquido contengono. A me è sempre andata bene e non ho mai dovuto usare farina per compattare.

World Ducati Week

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L’appuntamento con la passione Ducati è a Misano

Ogni singolo Ducatista arrivato da ogni parte del mondo al Misano World Circuit sarà il vero protagonista dell’edizione 2016 del WDW. Una “famiglia Desmo”, immersa in una atmosfera ricca di emozioni. Impossibile da dimenticare

Non un semplice raduno, il World Ducati Week è sin dalla sua prima edizione molto di più. Come vuole la tradizione, per i partecipanti è previsto un ricco programma di iniziative e sorprese, esperienze ed emozioni. Protagonisti assoluti sono le moto di Borgo Panigale, i piloti Ducati MotoGP e Superbike, sia quelli dei Team appena presentati sia quelli che hanno fatto la storia di questa Casa motociclistica, e la grande Community internazionale di fan delle “rosse” attesa sulla Riviera Romagnola per una e coloratissima desmo-invasione!
Protagonisti assoluti i piloti delle squadre MotoGP e Superbike, oltre alle icone del marchio come Troy Bayliss, Carlos Checa e l’acclamatissimo Casey Stoner. Ducati ha voluto fare le cose in grande anche per celebrare il proprio 90°anniversario. Il WDW 2016 sarà anche la giusta occasione per conoscere un po’ più da vicino i nuovi modelli della casa di Borgo Panigale, a cominciare dalla Ducati XDiavel e dalla Scrambler Sixty2 per passare alle nuove Panigale 959 ed Hypermotard 939.

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Misano Adriatico la storia

MISANO IERI E OGGI

Circondato da verdi colline che gli fanno da corona, Misano Adriatico si sviluppa su una superficie di 22,43 Kmq tra la linea di costa Adriatica a nord-est, il corso del fiume Conca a sud-est che la separa da Cattolica e San Giovanni in Marignano, il territorio di San Clemente e Coriano a Sud- ovest e Riccione a nord-ovest. L’ altezza massima sul livello del mare è quella dei 145 metri di Monte Gallero. La fascia costiera, compresa tra il fiume Conca ed il Rio Alberello, è ampia 3 km

Reperti archeologici di varie epoche, conservati al “Museo del territorio” di Riccione, dimostrano che l’area di Misano era abitata sin dal Paleolitico, soprattutto nei pressi del torrente Conca e del Rio Agina, dove la facilità di approvvigionamento idrico favoriva gli insediamenti primitivi. Più recentemente, ritrovamenti risalenti al IV secolo AC attestano la presenza di un insediamento dei Galli Senoni nell’attuale località Belvedere. Con la costruzione della via Flaminia nel 220 AC ebbe inizio la colonizzazione romana e la denominazione di Misano sembra proprio derivare da una delle numerose famiglie trasferitesi dal Lazio nel contado riminese (ager ariminensis). Si tratterebbe della“Gens Mesia” che forse per meriti militari, riuscì ad ottenere vaste terre nella nostra zona, il fundus Messius da cui deriva il toponimo Missiano. Era infatti nella tradizione militare di Roma premiare in questo modo i veterani di guerra o chiunque altro avesse reso notevoli servizi alla patria e segni della centuriazione romana sono ancora evidenti lungo la Via del Carro che congiunge la via Flaminia (oggi statale Adriatica) con l’entroterra.

Le vicende storiche di Misano, che oggi si identifica con Misano Monte, in collina, si intrecciano con quelle di Rimini che già dal 90 a.C. era diventata Colonia di diritto latino.

Il nostro territorio assunse una certa importanza allorché vi fu costruita nel 997 la Pieve di Sant’Erasmo, una delle più importanti della zona.

Per oltre due secoli, precisamente dal 1295 alla fine del XV secolo Misano fu sotto il dominio dei Malatesta, signori di Rimini, che vi fecero erigere un castello, di cui oggi resta la torre con l’arco d’accesso che è il simbolo del gonfalone comunale.

Estintasi la dinastia malatestiana la Romagna e quindi anche Misano entrò a far parte dello Stato Pontificio, la cui giurisdizione durò fino all’unità d’Italia. In tale periodo fatto memorabile fu la la nomina del Capitano del Castello, avvenuta nel 1511; risulta infatti da un decisione del Consiglio Comunale di Rimini che cinquecento anni fa “gli homini di Misano, Scazano e de la Corte de Lagina” chiesero ed ottennero dai Consoli di quel Consiglio di essere separati dall’Ufficio di San Clemente, a cui erano sottoposti, e di avere un Capitano loro proprio. In seguito Misano perdette, per brevi periodi e per ragioni finanziarie l’indipendenza amministrativa che riacquistò definitivamente nel 1827 , distaccandosi da San Giovanni in Marignano e divenendo Comune autonomo . Subito dopo l’unità d’Italia assunse la denominazione di “Misano in Villa Vittoria” appellativo che perdette nel 1938 con provvedimento del presidente del Consiglio Mussolini, per assumere quello di “Misano Adriatico”. “Misano è e rimarrà comune autonomo, purché resti comune agricolo”: con questa dichiarazione Mussolini, ne decretava l’autonomia e la vocazione rurale. Mai profezia fu più fallace perché proprio da questo momento la storia di Misano si intreccia con quella del suo sviluppo turistico che, dopo tiepidi albori negli anni trenta, andrà realizzandosi pienamente dopo il trasferimento delle sede comunale (1949) dall’odierna Misano Monte alla zona rivierasca. Oggi Misano figura tra le mete preferite del turismo internazionale, stazione balneare ideale per la vacanza familiare, meta di numerosi sportivi attratti dalle manifestazioni organizzate dal Comune e dal MisanoWorld Circuit, con le emozionanti velocità da brivido delle competizioni motoristiche Con la marina di Portoverde, Misano si distingue anche nel campo del turismo nautico di elite

Aree pedonali colorate da mercatini serali, una spiaggia dorata e tranquilla, una promenade di 2 Km sul lungomare, isole di verde in pieno centro completano l’immagine di questa cittadina.

Grazie alle strutture organizzative ed alla qualità dell’acqua di balneazione la spiaggia di Misano e Portoverde sono stati insigniti più volte, a partire dal 1989, della bandiera blu della Fondazione Europea per l’educazione ambientale (FEE). Tale riconoscimento corona anni di impegno nella tutela dell’ambiente